sabato 14 maggio 2016

Fusione


Un androide che nascesse oggi proverebbe quel tipo terribile di esperienza che per il genere umano appartiene al suo lontano passato, quello di essere stato separato, strappato da una sorta di fusione col mondo. “Per noi lo strappo risaliva a un lontano passato; per il Lincoln si era appena verificato… stava ancora avvenendo.” L’ANDROIDE ABRAMO LINCOLN (1962).  Ritrovare, o almeno riprovare momentaneamente a ricucire quello strappo primordiale rimane un desiderio insopprimibile per l’uomo. Assolutamente vitale per chi, come i coloni dell’inospitale pianeta marziano sono costretti a vivere in una condizione di forzato isolamento. In un rito con bambole e facendo uso di una droga, il Can-D, i coloni di LE TRE STIMMATE DI PALMER ELDRITCH (1964) si trovano uniti e sperimentano una fusione grazie alla quale “venivano traslati fuori dal tempo e dallo spazio locali.” Quando poi il rito della fusione diventa religioso come nel nuovo culto di Peak, costola eretica della Chiesa Episcopale di IN SENSO INVERSO (1965) l’esperienza della “mente collettiva, rappresentava il sacramento centrale” esperibile “grazie all’assunzione di una droga allucinogena”. “I rapporti più attendibili, basati sulla testimonianza di prima mano di agenti infiltrati, stabilivano categoricamente che la fusione della mente collettiva era reale, non immaginaria”. E ancora nella religione di Mercer in MA GLI ANDROIDI SOGNANO LE PECORE ELETTRICHE? (1966) la fusione grazie alle scatole empatiche è tramite di una comunione collettiva di sofferenza e riscatto nella salita di una montagna, una simbolica montagna sacra. Ma infine il miglior modo per tentare di sanare la frattura originale tra noi e il mondo rimane sempre quella, pur nella sua precarietà, di fare l’amore. Perché “fare l’amore è spostarsi fuori dal tempo, non ha confini, è come un oceano. È come nell’età cambriana, prima che migrassimo sulla terra. È come se fossimo avvolti nelle antiche acque primordiali. È l’unico modo che ci permette di tornare indietro nel tempo. Per questo è così importante. In quei lontani giorni, noi non eravamo divisi. Tutto era come un’enorme gelatina, con gocce in superficie che fluttuavano come fa la schiuma sulla spiaggia.” Nel racconto LA FEDE DEI NOSTRI PADRI del 1967.

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